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Artisticamente Magazine

Carly Paoli: «È un privilegio fare del proprio sogno una carriera»

Carly Paoli: «È un privilegio fare del proprio sogno una carriera»

Tempo di lettura: 4 minuti

 

CARLY PAOLI trasmette amore per le proprie radici in ogni occasione in cui le è possibile. Le ‘due anime’ (non a caso l’album pubblicato nel 2019 si intitola così, nuda), quella inglese e quella pugliese o ancora da amante della musica classica alla ragazzina che sognava vedendo Judie Garland si uniscono senza soluzione di continuità, vibrano di passione per la musica, la danza, l’arte e la vita.

D: Anche quest’anno torna in concerto il 22 agosto a Galatina con Carly Paoli & Friends

«Sì siamo alla seconda edizione. È un vero privilegio perché vuol dire che il pubblico ha apprezzato. Con gli organizzatori ci siamo impegnati nel farlo crescere ancor più e, infatti, saremo nella piazza principale, San Pietro, con la cattedrale a far da sfondo. I miei ospiti sono degli amici straordinari, con talenti fuori dal comune: il tenore maltese Joseph Calleja (tra più acclamati nel mondo, canta dal Metropolitan di New York al Covent Garden di Londra) e un giovane violinista Braimah Kanneh-Mason (appartiene a una famiglia di musicisti che si esibisce spesso per famiglia reale inglese). Insieme canteremo, accompagnati da Braimah, “Mi mancherai”. E poi ci sono due ballerini eccezionali: George Beet & Adam Denman pronti a far sognare l’epoca d’oro di Hollywood. Saremo accompagnati da un’orchestra diretta dal maestro Marco Grasso. Si uniscono così più anime della musica, vogliamo trasmettere la gioia di essere sul palco e l’amore per quest’arte».

D: Continua a dimostrare un amore viscerale per la Puglia

«Sono cresciuta in Inghilterra, ma ho trascorso le mie estati sempre in Salento. Mio nonno era nato proprio a Noha a un chilometro da Galatina e quando venivo per le vacanze, ho avuto il privilegio di cantare in piazza visto che durante le feste diventa il fulcro. Studiavo al conservatorio a Manchester e, parallelamente, ho potuto fare la gavetta sui palchi».

D: Colpisce l’attaccamento verso le origini

«Sincerità per sincerità l’amore per questa terra occupa gran parte del mio cuore. Sono grata a mia madre che mi ha fatto vedere e passionare a musical con la Garland e Doris Day – e anche in questo evento farò loro un tributo; al contempo devo a mio nonno la scoperta di Tito Schipa (ho un suo video mentre canta “I’ te vurria vasà è”) ed Ennio Morricone e in questa terra ho gli amici con cui sono cresciuta».

D: Legami così forti che si ha la sensazione che siano gli amici su cui poter contare

«È così e ho chiesto loro supporto anche per “Carly Paoli & Friends” perché ho deciso di cantare “Lu rusciu de lu mare” (un canto popolare del Salento) e loro mi stanno supportando nella pronuncia. L’arrangiamento è stato creato ad hoc dal maestro Grasso».

D: Il percorso fatto fino ad ora è già densissimo di incontri. Quali sono stati quelli determinanti?

«Sono cresciuta sempre con un sogno: cantare sul palco. Mi sono innamorata della musica col desiderio di raccontare una storia, emozionare ed emozionarmi. Poi ognuno ha la propria voce, da giovanissima ero mezzo soprano, maturando è diventata da soprano e la metto a servizio di questa idea di arte. Sin da piccola sapevo ciò che avrei voluto fare e grazie a Dio sono riuscita a fare del mio sogno una carriera, il che è un grande privilegio. Ho avuto la grande fortuna di conoscere Papa Francesco. Ultimamente ho iniziato a collaborare con Albano Carrisi ed è fantastico se penso che durante i pranzi con la mia famiglia sentivo sempre in radio i suoi brani. Ho cantato, tra gli altri, con Andrea Bocelli e José Carreras ed è sempre speciale quando si ha la possibilità di unire la propria voce con quella di un altro artista».

Carly Paoli concerto fori imperiali
“Music for Mercy” concerto del 26 luglio 2016, trasmesso su Rai1

D: Da soprano propone nel suo repertorio anche dei brani da opere, da cui arriva una grande potenza emotiva

«Anche se non si è un fan di musica classica, consiglio sempre di ascoltare l’esibizione con un’orchestra almeno una volta nella vita perché ha tutto un altro sapore quando senti tante persone che suonano in sincrono… diventano un’unica persona in quel momento ed è una ricchezza di suono che nient’altro può ricreare».

D: Ripensando al periodo formativo, quali brani di opere sono stati fondamentali?

«”Rusalka” (fiaba lirica in tre atti, musica di Antonín Dvořák, libretto di Jaroslav Kvapil), in cui c’è anche un brano stupendo, quasi una preghiera alla luna. L’intermezzo di “Cavalleria Rusticana” o ancora “O mio babbino caro” è fondamentale per un soprano. C’è, però, un brano che amo su tutti cantare e non proviene da un’opera: “Somewhere Over the Rainbow” (da “Il mago di Oz”), che assume un senso diverso per ogni persona che l’ascolta».

D: Carly lei ha fede, prima ha detto grazie a Dio… pensando ai tempi che stiamo purtroppo vivendo, quale testo vorrebbe indirizzare a quei potenti che non riescono a dialogare

«Nel 2016 la mia Ave Maria è diventata il brano ufficiale del Giubileo di Papa Francesco, che già di per sé è potente. Alla fine del concerto ai Fori Imperiali ho cantato un brano originale,At time For Mercy (in it. Il Tempo per la Misericordia) e faceva riferimento proprio al titolo di un libro pubblicato dal Papa. Quelle parole e quella melodia, composte da Romano Musumarra, arrivano potenti al cuore e ritengo siano valide oggi più che mai».

D: Torniamo alle ‘due anime’: da soprano quale opera vorresti portare in scena?

«Amo moltissimo Mozart, il suo modo di scrivere così preciso per la voce così come i caratteri femminili per cui mi vengono in mente “Le nozze di Figaro” o “La clemenza di Tito“. Ampliando ad altri mi piacerebbe anche “Roméo et Juliette”. Quando studiavo in conservatorio, una delle mie cantanti preferite era Frederica von Stade, un mezzosoprano statunitense che con un timbro molto leggero riusciva a cantare anche le note da soprano. Mi ha ispirata molto».

D: E l’anima di Carly che ama anche ballare?

«A fine settembre debutterò a Londra nel mio primo musical, “If I Had You“, e ne sono entusiasta. La storia è contemporanea, con un triangolo d’amore. Sto lavorando con la mia maestra di canto per creare un suono maggiormente adeguato al genere».

D: Nella sua versatilità le piace anche scrivere i brani

«Sì ed è indescrivibile quando poi canti con l’orchestra le parole che hai pensato e scritto tu. Devo avere la melodia però, senza mi risulta difficile. Qualche anno fa ho creato “Memory of You” sul tema di “Legends of the Fall” di James Horner [si emoziona parlandone] così come ho scritto una strofa in inglese da “Nuovo Cinema Paradiso” per cui chiesi l’autorizzazione al maestro Morricone».

 

Ph cover Fabrizio de Blasio

 

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