FRIDA OPERA MUSICAL è un viaggio straordinario nella vita e nelle opere di Frida Kahlo in collaborazione con il Museo Frida Kahlo ‘Casa Azul’ e il Museo Diego Rivera Anahuacalli di Città del Messico e con il Patrocinio dell’Ambasciata del Messico in Italia. Un altro progetto della MIC International Company dopo l’ottimo riscontro con gli spettacoli dedicati a La Divina Commedia e a Van Gogh.
Un musical potente e visionario che intreccia arte, rivoluzione e passione. Al centro dell’opera la vita di Frida Kahlo: il suo amore tormentato con Diego Rivera, la forza del suo corpo ferito, la resistenza e la voglia di vivere, la lotta per l’identità e la libertà. Ad accompagnare il suo viaggio, la Catrina, protagonista assoluta dell’immaginario e della cultura popolare messicana, icona della morte e della vita, della satira e della bellezza eterna; è lei che incarna lo spirito del Messico profondo nel quale convivono, in un unico grande affresco, colori, musica e passione.
Frida Opera Musical: il cast
Federica Butera nel ruolo di Frida Kahlo, Drusilla Foer de La Catrina e Andrea Ortis di Diego Rivera. E con Antonello Angiolillo, Floriana Monici, Valeria Belleudi, Riccardo Maccaferri, Debora Boccuni, Arianna Talè, Federica De Riggi, Antonio Sorrentino, Elisabetta Dugatto, Giulia Maffei, Rebecca Erroi, Enrico Cava, Jacopo Siccardi, Omar Barole, Matteo Ammoscato, Carmine Olivazzi, Damiano Spitaleri, Raffaele Iorio, Leonardo Mazzarotto, Gioele Mazza, Samuel Perinotto.
Frida Opera Musical: la conferenza stampa al TAM Teatro Arcimboldi di Milano
Andrea Ortis (autore, regista e attore): «È la prima opera teatrale musicale al mondo sulla vita di Frida Kahlo avvallata da Casa Azul. Ci sono ancora una serie di documenti che si stanno inventariando. In una riunione bellissima che abbiamo fatto in Messico nel patio di Casa Azul, dove Frida e Diego hanno vissuto un bel periodo della propria vita, ci è stato chiesto e dal canto nostro (con Gianmario Pagano, coautore, nda) abbiamo condiviso l’obiettivo di restituire la verità di Frida, evitando la deriva da merchandising che Frida sta vivendo in questi ultimi anni. Il pubblico troverà una serie di indagini pittoriche, note biografiche, frasi coerenti e storiche veramente dette, estratte da dei documenti che abbiamo avuto la fortuna di poter studiare dal vivo, proprio in Casa Azul e nello Stato del Messico.
Inoltre non si può non tenere conto dello scenario geopolitico, artistico, culturale dei primi anni del Novecento in cui la vicenda è ambientata. Diego Rivera e Frida diventano un polo d’attrazione. In particolare Diego ha contatti con Rockefeller e Ford, quindi con l’America degli anni ’20-’30 compresa la crisi del ’29. Si rapporta anche coi surrealisti (corrente a cui Frida è stata ascritta, ma a cui lei, invece, non vuole essere associata), con Magritte, Dalì, Picasso.
Infine c’è un terzo binario, quello verticale: il rapporto tra la vita e la morte che appartiene a tutti ovviamente, che è appartenuta fortemente alla vita di Frida perché la morte l’ha incontrata molte volte dal punto di vista proprio fisico e nell’avvicendarsi di vari dolori. La morte in Messico non è buia né è il momento del giudizio come da noi; ma ha il colore arancio dei cempasúchil, i fiori di calendula. È una morte luminosa rappresentata per da Catrina».

Federica Butera (interpreta Frida Khalo): «All’interno di quest’opera si parla di una serie di tematiche molto importanti, anche scomode, di cui spesso si parla con superficialità; invece bisogna avere il coraggio di entrare all’interno di quello che è il dolore, vedere la verità e non arrendersi davanti alle ingiustizie.
Frida, attraverso la pittura, è riuscita a sublimare il dolore. È bello che lo stile di questo racconto sia in chiave musicale e riprende anche le connotazioni della morte messicana, piena, densa, ma allo stesso tempo gioiosa. Sembra che vada in antitesi e invece le due cose possono coesistere perché la vita è una tavolozza di colori variegata e il Messico secondo me ci insegna anche questo».

Drusilla Foer (nel ruolo de La Catrina): «Sono sempre molto contenta quando una mia diffidenza viene demolita. Ammetto che ho verso le icone – dalle piramidi d’Egitto alla Gioconda a Marlene Dietrich – una certa ostilità perché iconicizzare qualcuno o qualcosa è un’operazione di riduzione, gli si sottrae sempre tutti i livelli sottostanti che sono quelli che danno un valore a un personaggio. Non basta la risultante simbolica e in questo lavoro così scritto, musicato, eseguito e partecipato anche dietro il palco, la storia di Frida viene raccontata nella sua interezza, che è quasi più ampia e di maggior respiro del suo aspetto così mitologico. Questa piccola donna è stata gigante, è riuscita a stare accanto a un uomo, a un grandissimo artista con un ruolo sociale e politico, il quale dialogava con i grandi. Parallelamente Rivera abita quest’amore con una donna in una dimensione privata, che subisce amputazioni, perde un figlio, è costretta a letto eppure trova la forza di esporre con la crudeltà del popolo antico da cui proviene la sua condizione. E poi ci sono il tema della rivoluzione, di cui io sento oggi una grandissima urgenza, il tema del rapporto con la morte, che conferisce alle nostre vite valore, proprio perché sappiamo che il nostro tempo non è infinito e quindi ci dà l’urgenza di vivere, e questa Catrina… la vedo austera, simpatica, leggera, ma anche un po’, non sarebbe male provare essere la vita e un po’ lo è.
Oggi, in un momento in cui sia molto distratta l’educazione al sentimento e alla relazione, mi sento privilegiata nello stare in una situazione in cui anche chi tira il sipario, se lo tira tre secondi dopo può alterare i risultati di tutto un lavoro. Il teatro, farlo, andarci, è un atto di grandissima civiltà e dico sempre che il teatro lo fa non solo chi sta sul palco, ma anche chi ci va».

Frida Opera Musical: il trailer
Frida Opera Musical: tournée 2025
Dal 7 al 9 novembre al Teatro Verdi di Firenze
Dal 13 al 23 novembre al Teatro Brancaccio di Roma
Dal 4 al 7 dicembre al Teatro Alfieri di Torino
Riassumendo
“Frida Opera Musical” dal 30 ottobre al 2 novembre 2025 al TAM Teatro Arcimboldi di Milano
DURATA: 180′ compreso intervallo
ORARI: giovedì e venerdì h 21; sabato h 16 e h 21; domenica h 16
PREZZI: platea gold 79,30€; platea bassa 67,80€; platea alta 56,30€; platea alta visibilità limitata 50,60€; prima galleria 46€; prima galleria visibilità limitata 40,20€; seconda galleria 37,90€; seconda galleria visibilità limitata 32,20€. Sconto del 15% per under14 e over65; sconto del 30% per enti convenzionati; sconto del 30% per i possessori della Tam Together (TT).
