“L’ANGELO DEL FOCOLARE” di Emma Dante, con David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi viene presentato al Piccolo, al Teatro Grassi, in prima assoluta, dall’11 al 30 novembre. Porta in scena l’atroce ritualità di un femminicidio: uccisa dal marito, una donna continua a vivere. Ogni sera lui le spacca la testa, ogni mattina lei si rialza, pulisce, cucina, accudisce, subisce la violenza e l’indifferenza di chi la circonda… La recita del 25 novembre sarà dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Con questa iniziativa e illuminando di arancione il Chiostro Nina Vinchi, il Piccolo Teatro aderisce alla Campagna globale UNiTE 2025 – Orange the World.
Lo spettacolo è una coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa | Teatro di Napoli – Teatro Nazionale | Châteauvallon-Liberté, scène nationale | Les Célestins, Théâtre de Lyon | La Comédie de Clermont-Ferrand | Scène Nationale d’ALBI-Tarn | Le Cratère, scéne nationale Alès | L’Estive, scéne nationale de Foix et de l’Ariège | Théâtre + Cinéma Scène nationale Grand Narbonne | Théâtre de l’Archipel, scène nationale de Perpignan | Théâtre Molière – Sète scène nationale archipel de Thau | Le Parvis, scène nationale Tarbes-Pyrénées | Compagnia Sud Costa Occidentale | Carnezzeria.
L’Angelo del focolare: la conferenza stampa al Piccolo Teatro
Claudio Longhi (direttore artistico Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa): «Questo spettacolo si iscrive in una stagione che abbiamo deciso di dedicare all’analisi e all’esplorazione dei rapporti intersoggettivi, che sappiamo essere il fondamento e la base del racconto teatrale, della tecnologia. Proprio per questa ragione abbiamo scelto di intitolarla ‘Complemento di relazione’. “L’angelo del focolare” indaga un rapporto intersoggettivo particolarmente delicato e cruciale nel tempo che stiamo vivendo. Mi spiace dover ammettere che in questo caso dovremmo parlare di complemento di negazione perché la violenza contro le donne è di fatto la negazione di un soggetto. Ritengo sia importante che il teatro si faccia carico anche di questi momenti proprio per aprire una riflessione intorno a questi temi».
Emma Dante: «Non è stato facile affrontare questo tema delicatissimo. Bisogna avere un grande rispetto e prendersi una responsabilità grandissima proprio perché, com’è giusto che sia, il teatro e l’arte in generale devono farsi carico di questo grave problema. “L’angelo del focolare” è un’esplorazione della violenza domestica come manutenzione ordinaria proprio perché non abbiamo voluto raccontare l’evento straordinario della morte, ma abbiamo fatto diventare l’evento straordinario della morte ordinario. Cioè abbiamo voluto mettere lo sguardo più su quello che accade prima che quella donna muoia e soprattutto sul fatto che questa donna che a un certo punto muore, nel senso che non respira più perché il marito – il suo padrone – le spacca la testa con un ferro da stiro con un oggetto ordinario, lo stesso che lei ha usato il giorno prima per stirargli la camicia, un oggetto affettivo… come quando quelle donne che muoiono accoltellate dal coltello che hanno usato per fare il soffritto per cucinare, per affettare le carote, preparare da mangiare, prendersi cura della famiglia. Ecco quel coltello diventa, da affettivo diventa un’arma contro di lei.
Ci interessava ragionare su questo: quante volte prima di morire muore una donna del genere? Tante, tutta la vita probabilmente. Questa figura che fa parte soprattutto della nostra cultura, cioè la donna angelo, madre del marito, madre del figlio, madre della suocera, madre del ferro da stiro, ecc. è destinata a essere incastrata in questa funzione per l’eternità e quindi a essere in qualche maniera uccisa sin dall’inizio di tutta la storia. I personaggi non hanno nomi, non hanno identità, sono ruoli: La moglie, il marito, la suocera, il figlio proprio perché ognuno di loro risponde a una funzione precisa dentro la casa e queste funzioni servono a raccontare il dislivello di potere che c’è dentro la casa, che è culturale. Prima, quando la donna veniva uccisa, rientrava in omicidio. A un certo punto si è voluto dire che esiste il femminicidio perché, come diceva Michela Murgia in un famoso monologo, il femminicidio non vuole dire chi muore, se muore una donna, ma perché muore, cioè qual è la ragione.
Questa donna muore ogni minuto, è morta a sedici anni quando è stata stuprata perché lo stupro non si dimentica, è una forma di morte. Lo spettacolo finisce con una danza, quasi liberatoria [ma non aggiungiamo altro per non sottrarvi all’invito di assistere allo spettacolo]. Ci tengo a dire che ci sono pure dei momenti comico-grotteschi, come tutte le storie c’è sempre il grottesco nelle tragedie – ce lo ha insegnato Pirandello e noi lo abbiamo imparato».
L’angelo del focolare: tournée
dal 4 al 14 dicembre 2025 al San Ferdinando di Napoli
27 e 28 gennaio 2026 a Mestre
29 gennaio Verona
3 febbraio Piacenza
dal 5 al 7 febbraio a Firenze
23 e 24 febbraio a Lugano
26 e 27 febbraio a Vicenza
28 febbraio a Udine
3 marzo a Cremona
5 e 6 marzo a Sarzana
7 e 8 marzo a Pontedera
12 marzo a Savona
14 e 15 marzo a Pistoia
19 e 20 marzo a Rovereto
28 e 29 marzo a Bari
Riassumendo
“L’angelo del focolare” dall’11 al 30 novembre al Piccolo Teatro Grassi di Milano.
DURATA: 65′ senza intervallo
ORARI: lunedì riposo; martedì, giovedì e sabato h 19:30; mercoledì e venerdì h 20:30; domenica h 16.
PREZZI: platea 40€; balconata 32€.
